I nostri turni di uscita impediscono di incontrarci. La convivenza forzata dentro questo spazio è diventata una tortura. La distanza tra noi è di pochi centimetri ma perché il destino ci ha ugualmente divisi? Destino senz’anima. Destino che evidentemente non ha mai amato, non esiste altra spiegazione. Non potrò mai averti, non potrò mai gioire insieme a te della luce che irradiamo giorno e notte. E perché diventi rossa quando non ci sono? Non vergognarti degli sguardi altrui, non ne hai motivo. Sei bella, cosa credi? O sei semplicemente timida? Con me non lo sei mai. Mi chiedo quale sia stato il motivo che ha fatto scattare la scintilla del mio amore. Tu, spenta e triste m’illumini di un verde radioso nell’attesa di un tuo ritorno. Ma sistematicamente, sempre pochi istanti prima del tuo arrivo, questo nostro dio beffardo mi allontana da te. Non posso continuare un’altra ora di più, un altro minuto, un altro secondo. Un solo istante e poi lascerò nelle tue mani il destino dei passanti che ci osservano prima di attraversare le strisce pedonali. Un solo istante e tenterò con tutte le mie energie di fulminarmi, sperando che anche tu faccia lo stesso. Il nostro amore è impassibile, come le nostre vite già prestabilite, come questo semaforo che ogni giorno illuminiamo per far proseguire il passo alle coppie fortunate che camminano mano nella mano. Non chiedo poi molto, solo vederti illuminata di rosso mentre il mio verde autorizza i passanti ad attraversare.
Testo e foto a cura di Angelo Zabaglio
www.zabaglioangelo.splinder.com myspace